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Riva 54Metri: il contributo tecnico PAD PROJECT agli interni della nuova ammiraglia
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Riva 54Metri: il contributo tecnico PAD PROJECT agli interni della nuova ammiraglia

Riva 54Metri: il contributo tecnico PAD PROJECT agli interni della nuova ammiraglia

La presentazione del Riva 54Metri al Borgo Santandrea, durante l’evento Midsummer Dream, ha portato sotto i riflettori una nuova ammiraglia: il modello più grande mai realizzato dal brand Riva, un progetto che segna un passaggio significativo nella storia del cantiere e nel panorama della grande nautica italiana.

Per PAD PROJECT, il lavoro su questa unità ha rappresentato un incarico rilevante per scala, complessità e responsabilità tecnica. Il nostro intervento si è concentrato sugli interni dell’imbarcazione, in un percorso che ha richiesto coordinamento, lettura tecnica degli ambienti, attenzione ai materiali e continuità tra progettazione, falegnamerie coinvolte e supporto al cantiere.

Una nuova scala per gli interni di bordo

Lavorare sugli interni di un’imbarcazione di questa dimensione significa affrontare un sistema articolato, in cui ogni ambiente deve essere pensato nella sua funzione, nella relazione con le aree adiacenti e nella coerenza complessiva.

In un progetto semi-seriale come Riva 54Metri, la prima unità assume un ruolo particolarmente significativo: è il punto in cui le scelte progettuali, tecniche e operative trovano una prima sintesi concreta. Ogni informazione deve essere costruita con precisione, perché diventa riferimento per lo sviluppo e per le fasi successive.

La peculiarità degli interni è data anche dalla presenza di materiali diversi, chiamati a convivere all’interno dello stesso linguaggio progettuale. Superfici, rivestimenti, finiture, componenti e dettagli devono dialogare tra loro con equilibrio, mantenendo continuità estetica e fattibilità tecnica. In questo passaggio, il lavoro di engineering non si limita a tradurre un disegno: serve a rendere governabile un sistema complesso.

Il ruolo di PAD PROJECT

PAD PROJECT ha contribuito allo sviluppo tecnico degli interni attraverso attività di co-engineering, sviluppo dei net space, architettonici ed electric plan, analisi sugli shop drawing, supervisione delle falegnamerie coinvolte e supporto al cantiere.

A guidare il progetto lato PAD è stata Cecilia Cornettone, PM PAD per il co-engineering, che ha seguito lo sviluppo tecnico degli interni dell’imbarcazione, coordinando informazioni, verifiche e passaggi operativi. Il suo lavoro si è inserito in un contesto ampio, dove ogni ambiente richiedeva attenzione sia alla configurazione generale sia alla precisione del dettaglio.

Il progetto ha beneficiato anche del contributo tecnico del nostro PM di progettazione Michael Giombani, figura di riferimento nel percorso di sviluppo e lettura tecnica delle soluzioni. Il suo apporto ha contribuito a costruire una visione coerente tra impostazione progettuale, esigenze operative e complessità degli ambienti.

A seguire, la zona Crew ha visto il contributo diretto di Giorgio Candiracci, PM PAD, che ne ha seguito la progettazione. Si tratta di un’area fondamentale nella vita di bordo, spesso meno visibile rispetto agli ambienti ospiti ma decisiva per il funzionamento quotidiano dell’imbarcazione. Qui efficienza, distribuzione degli spazi, accessibilità e chiarezza tecnica diventano elementi essenziali.

L’industrializzazione legata ai costruttivi della zona Crew è stata curata da Martina Soma, oggi anche lei PM PAD, che ha contribuito alla trasformazione delle informazioni progettuali in documentazione tecnica utile alle fasi produttive.

Una squadra cresciuta dentro il metodo PAD

Il valore di questo progetto non riguarda soltanto le attività svolte, ma anche le persone coinvolte. Cecilia Cornettone, Michael Giombani, Giorgio Candiracci e Martina Soma sono oggi Project Manager PAD: figure che, con competenze diverse e responsabilità specifiche, raccontano la crescita di un metodo interno costruito nel tempo.

Su Riva 54Metri, questa esperienza è stata messa in campo in modo trasversale. Ogni contributo ha lavorato su un livello diverso del progetto: dalla lettura generale degli interni alla progettazione di aree specifiche, dalla verifica degli elaborati al dialogo con le falegnamerie, fino al supporto tecnico al cantiere.

In progetti di questa scala, la squadra diventa un sistema di continuità. Le informazioni devono passare da una fase all’altra senza perdere precisione. Le scelte devono restare leggibili. I dettagli devono essere verificabili. Le esigenze estetiche devono trovare una traduzione tecnica sostenibile per chi produce, assembla e installa.

È qui che l’esperienza PAD assume valore: nella capacità di tenere insieme ruoli, competenze e responsabilità diverse, costruendo un linguaggio comune tra progetto, produzione e bordo.

Dalla documentazione al supporto operativo

Lo sviluppo degli interni di Riva 54Metri ha richiesto un lavoro tecnico articolato, fatto di elaborati, verifiche e confronti continui. Net space, architettonici, electric plan e analisi sugli shop drawing sono strumenti diversi, ma concorrono allo stesso obiettivo: rendere ogni ambiente leggibile, coordinato e pronto per le fasi successive.

La supervisione delle falegnamerie e il supporto al cantiere hanno completato questo percorso, portando il contributo PAD oltre la produzione documentale. In un progetto di grande scala, il disegno tecnico assume valore quando diventa strumento operativo, permettendo alle figure coinvolte di lavorare con maggiore chiarezza e sostenendo la continuità tra ciò che viene sviluppato in ufficio tecnico e ciò che prende forma a bordo.

Ogni ambiente interno è il risultato di molte decisioni coordinate. Dietro la percezione finale di armonia si muove una struttura fatta di verifiche, relazioni tra materiali, interfacce, vincoli, revisioni e responsabilità condivise, inserita nel contesto di un marchio come Riva, riconosciuto a livello internazionale per il suo prestigio e la sua eccellenza.